L’ultima di Brunetta: on line curriculum chirurghi
Nuova crociata del ministro Brunetta. Questa volta ce l’ha con i medici chirurghi, che per lui sono come lo yogurt. «Dall’anno prossimo – ha detto – vorrei che fossero pubblicati i curricula dei chirurghi in modo tale che se io devo farmi operare debbo poter sapere se quel chirurgo che mi deve operare è un macellaio o è un genio oppure una persona efficiente di qualità». Insomma, come per «lo yogurt, il succo di frutta, o l’ultimo telefonino», Brunetta vuol conoscere ingredienti ed istruzioni per l’uso anche di chi ha un bisturi in mano. Vuole sapere «quanti ne ha ammazzati o quanti ne ha salvati», come se questo fosse scritto in un curriculum.Tra chi ogni giorno è in sala operatoria si è scatenata la rivolta. Non tanto per l’esigenza di professionalità e trasparenza che tutti condividono, ma per i modi spicci e offensivi. E soprattutto perché quella di leggere un curriculum non è una soluzione. Secondo Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici, «le affermazioni del ministro Brunetta, che partendo da una condiviso obbiettivo di informazione ai cittadini e di valutazione, getta fango sui chirurghi italiani, non servono, se non alla propaganda politica, alzano solo polveroni e gettano allarme e discredito contro medici e chirurghi, quotidianamente impegnati ad operare negli ospedali».Ma non è tutto: Brunetta va all’attacco dei chirurghi «macellai», ma è stato proprio il suo governo, nella manovra triennale, a lui a eliminare due articoli a tutela dei riposi nei turni di lavoro: in parole povere, dopo un turno di 12 ore di lavoro magari notturno, il riposo per i medici non sarà più garantito e il medico può essere chiamato in servizio, un «rischio in termini di sicurezza sia per i medici che per i pazienti», come avvertivano i sindacati annunciando il loro autunno caldo.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79083
Anche la moschea diventa un «tavolo»
Un «tavolo» il sindaco non lo nega neppure alla comunità islamica. Fare la moschea tanto attesa, quello no, o almeno non ancora. Dire dove sorgerà, neppure. E pazienza se don Andrea Gallo dice che per lui «la moschea sarebbe il più bel regalo di compleanno». Il Comune al prete di San Benedetto ha già regalato i manifesti con gli auguri, mica può svenarsi anche politicamente per tanti regali.Comunque l’annuncio c’è. Un protocollo d’intesa fra il Comune di Genova e la comunità islamica che rilanci, sotto nuova luce, la questione della moschea sarà firmato la prossima settimana dal sindaco Marta Vincenzi e dal presidente dell’associazione integrazione culturale Hussein Salah. Basta accontentarsi. Il documento sarà siglato il 16 luglio alle 15 nella sala Giunta nuova di Palazzo Tursi, nell’ambito dei dieci giorni dedicati a «Genova città dei diritti», che prevede anche uno spazio dedicato al «Diritto alla Fede».«Ovviamente il documento non dirà dove sarà realizzata moschea, perchè non è questo l’intento – ha prontamente sottolineato Marta Vincenzi – ma definirà un nuovo tavolo dedicato alla libertà di culto, che dovrà fissare principi fondamentali per entrambe le parti». «In questo – ha concluso Vincenzi – Genova va in direzione opposta rispetto a quanto deciso di recente in altre grandi città italiane, quali Milano».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275332
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