Crisi, piano da 80 miliardi per l’Italia Il premier: sto bene come un ventenne
dal nostro inviato a Washington
Il piano anticrisi che il governo
italiano approverà entro fine mese
ha un valore complessivo di 80 miliardi.
Terminato il summit di
Washington, Silvio Berlusconi e
GiulioTremonti fanno ilpunto sullo
stato dell’arte. Nella due giorni americana
s’è trovato un accordo per
«una linea comune d’azione», spiega
il premier. Insomma,di fronte a una
crisi globale «è stata avviata una politica
economica globale» e questo «è
un avvenimento storico». I tempi,però,
concordano Berlusconi e Tremonti
non saranno brevi ed «entro
aprile del 2009 ci ritroveremo per verificare
l’attuazione della nuova regolamentazione» in vista di quella
che sarà la nuova Bretton Woods.
Solo allora, dunque, a Londra o in
alternativa a Tokio, il G20 darà vita a
nuove regole globali dell’economia
e della finanza.
Intanto l’Italia va avanti sul fronte
delle misure anticrisi. «Non siamo affatto in
ritardo come sostiene la sinistra
- spiega il premier – perché finora nessuno ha fatto nulla e soprattutto
non l’ha fatto da solo». Anzi, «intuendo
che sarebbe arrivata la crisi
abbiamo anticipato la Finanziaria»
evitando di trovarci «con i saldi aperti
in una situazione del genere». Poi
la frecciata alla Cgil di Epifani: «Non
è colpa nostra se in Italia i sindacati
sono divisi».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=306561
Manifesto del Pd su Gasparri, la destra evoca le Br
Un gran polverone. È quello scatenato dalla destra contro i manifesti affissi a Roma dal Pd. Motivo? Si ritrae il capogruppo del Pdl alla Camera Maurizio Gasparri e sotto di lui la frase pronunciata in occasione della vittoria di Obama: «Ora Al Qaida sarà più contenta». Il centrodestra è indignato, vuole le scuse del partito Democratico, grida al ritorno delle Brigate Rosse, parla di «killeraggio politico è stata studiata a tavolino». «A Roma – spiega Gasparri, il diretto interessato – in queste ore campeggiano manifesti firmati dal Pd con la mia foto e su scritto “vergogna”. È uno stile più da Brigate Rosse che da partito Democratico. Indicare un obiettivo con una foto in un momento in cui nelle piazze ci sono tensioni è irresponsabile. Sono più stupito che preoccupato – aggiunge – da questi allievi di Goebbels e Stalin». «Gasparri e la destra straparlano di nazisti e Brigate Rosse, ma in realtà tutto il polverone scatenato sul manifesto del Pd serve soltanto a tentare di coprire l’imperdonabile incidente diplomatico provocato ieri dal presidente del Consiglio – sostiene Alberto Losacco, responsabile Propaganda del partito Democratico – Tralasciando gli insulti che il premier ha riservato per l’ennesima volta all’opposizione, ricordiamo quelli rivolti a Prodi, Visco e altri su tanti manifesti dei partiti della destra, in particolare di Alleanza Nazionale.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80673
Con Veltroni e la notte del voto Usa, champagne per Red , la tv dalemiana
Sarà il segretario del Pd Walter Veltroni ad inaugurare, martedì prossimo alle 21.30, Red, la televisione satellitare legata ai dalemiani. Veltroni sarà intervistato da Rula Jebreal e darà il via alla lunga notte che Red,in diretta, dedicherà alle presidenziali americane fino ai risultati definitivi. L’intervista a Veltroni si terrà nei nuovi studi romani di Red, a Palazzo Grazioli in via della Gatta. Il debutto della nuova televisione avverrà mezz’ora prima con il direttore Claudio Caprara dagli studi del Caffè Letterario di via Ostiense, dove si svolgerà anche «La notte di Red», la festa aperto al pubblico per la nascita della nuova emittente.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80509
“E se gli altri firmano, io che faccio?”
nostro inviato a Fiumicino
È un Ognissanti diverso quest’anno a Fiumicino. Il giorno dopo la presentazione dell’offerta Cai per Alitalia e la firma dei contratti e dei criteri di assunzione da parte dei sindacati confederali, il personale di Alitalia vive con disagio il materializzarsi di una prospettiva finora sgradita.
Le organizzazioni autonome (Anpac, Unione Piloti, Avia, Anpav e Sdl) si sono confinate sull’Aventino del rifiuto trascinando con sé piloti e assistenti di volo e hanno costituito un «Comitato di sciopero e di lotta». Gli iscritti ai sindacati autonomi, però, cominciano a porsi degli interrogativi sul proprio futuro. In particolare, i «comandanti», categoria necessaria all’azienda, ma in maggioranza appartenente alle associazioni che rigettano la proposta di Colaninno & C. Quelle che fino a poco tempo fa sembravano granitiche certezze, adesso sembrano evidenziare qualche crepa. Soprattutto se, come probabile, Cai dovesse contattarli individualmente proponendo loro l’assunzione.
C’è quasi una consegna del silenzio: i giornalisti si rivolgano al sindacato. La voglia di parlare è poca, ma se si pone ai piloti una domanda secca, qualche ammissione, anche a mezza bocca, si riesce a ottenerla. «Se Cai le sottoponesse il contratto, lei firmerebbe?», chiediamo. «Ci sono colleghi che hanno figli e il mutuo da pagare. Se quelli firmano, io poi che cosa faccio? È questa la nostra preoccupazione», risponde un comandante senza nascondere i propri timori.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302967
DA PAGINA 41
(…) dei pendolari, sono sempre «altri», ma fa impressione sentire le loro storie. Tre, quattro, a volte cinque ore di viaggio, fra andata e ritorno, per arrivare a studiare e a lavorare e questo tran tran per almeno cinque volte alla settimana. Mi sono ricordato dei compagni di liceo che arrivavano dalla provincia con lentissimi treni e sgangherate «corriere» e avevano la merenda doppia perché alla fine delle lezioni non potevano tornare rapidamente a casa, in città, e masticavano nelle stazioni, talvolta in piedi come i cavalli.Sì, crediamo di saper tutto dei pendolari, ma forse non riusciremo mai a valutare l’intensità della loro doppia fatica.Ed è su questi pazienti soldatini del lavoro e dello studio che si è abbattuta una bella lezione di democrazia impartita dai ragazzi dei collettivi universitari che protestavano contro il decreto Gelmini e i tagli agli sperperi delle università. Proprio una bella lezione, nulla da dire. I manifestanti, non riuscendo a bloccare la tangenziale e a paralizzare il traffico automobilistico, hanno ripiegato sulla stazione di Lambrate. Binari occupati, blocco del traffico per un’ora.Le spese le hanno fatte, come al solito, i pendolari. Hanno imprecato, qualcuno ha ricordato gridando che tutte le mattine si alza alle cinque, ma hanno subito. Tanto, sono abituati a viaggiare e ad arrivare in ritardo. È proprio una bella democrazia la nostra se consente a un’organizzata minoranza urlante di danneggiare chi è già in difficoltà.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303081
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